Autore: arcVision

  • arcVision Prize Stories: Emmanuelle Moureaux

    arcVision Prize Stories: Emmanuelle Moureaux

    “The color of time” is the latest spectacular installation by Emmanuelle Moureaux, French designer based in Tokyo, nominees arcVision Prize in 2015.

    In this work (inaugurated in November at Toyama Prefectural Museum of Art & Design), Moureaux combines the sensorial (colours) with math (numbers) to make time tangible: from the soft shades of down (6:30) all the way to an astronomic dusk (18:11) and, finally, to black (19:49). Read more on Domus.

    www.emmanuellemoureaux.com

    arcVision Prize Stories

  • arcVision Prize Stories: Emmanuelle Moureaux

    arcVision Prize Stories: Emmanuelle Moureaux

    “II colore del tempo” è il titolo dell’ultima spettacolare installazione di carta di Emmanuelle Moureaux, designer francese residente a Tokyo, nominees arcVision Prize nel 2015.

    In questo lavoro (inaugurato lo scorso novembre al Toyama Prefectural Museum of Art & Design), Moureaux mescola la sensorialità (del colore) con la scienza (i numeri di carta) per rendere tangibile lo scorrere del tempo: si passa dai toni tenui dell’alba (alle 6:30) attraverso diversi colori per arrivare al crepuscolo astronomico (alle 18:11) e, infine, al nero (19:49). Leggi su Domus.

    www.emmanuellemoureaux.com

    arcVision Prize Stories

  • Giornata del Design Italiano nel Mondo

    Giornata del Design Italiano nel Mondo

    13 Febbario 2018 – Oggi alla Farnesina l’evento di presentazione della Giornata del Design Italiano nel Mondo – Italian Design Day 2018, aperto dal Segretario Generale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Amb. Elisabetta Belloni.

    L’edizione di quest’anno dell’Italian Design Day si svolgerà il prossimo 1°marzo in 100 città nel mondo e sarà dedicata al rapporto tra design e sostenibilità, declinato da 100 “ambasciatori del design italiano” – architetti, designer, accademici, imprenditori, critici, comunicatori –  che presenteranno a un pubblico composto da addetti ai lavori e semplici appassionati il meglio del nostro disegno industriale.

    Photo Courtesy Chiara Ratzenberger

    Frutto di un’azione di squadra azionata dalla Farnesina in collaborazione con il Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, la Triennale di Milano, ICE Agenzia, il Salone del Mobile di Milano, l’Associazione per il Disegno Industriale, la Fondazione Compasso d’Oro e la Fondazione Altagamma, l’Italian Design Day è un progetto che coinvolge tutti gli attori pubblici e privati che rappresentano il design italiano di qualità, tra cui il mondo delle imprese, attraverso Confindustria, e il settore della formazione per un totale di cinquanta portatori di interessi, tra associazioni, federazioni, università e scuole di design.

    L’iniziativa giunge alla sua seconda edizione dopo il successo riscontrato nel 2017, quando circa 20.000 operatori di settore sono stati coinvolti nelle numerose attività realizzate, ed è il culmine di un processo che dura tutto l’anno e che vede il Ministero degli Esteri impegnato su vari fronti: la promozione dei designer italiani giovani ed emergenti; il sostegno al Salone del Mobile, con la novità dell’edizione di Shanghai inaugurata nel 2016 e divenuta un appuntamento annuale; la collaborazione con la Triennale di Milano, che il MAECI ha contribuito a rilanciare nel 2016 incentivando le adesioni internazionali (un’analoga azione di supporto è già partita per la prossima edizione, che si terrà nel 2019 all’insegna del concept “Broken Nature”).

    La Giornata del Design Italiano nel Mondo 2018 servirà quindi a promuovere questo importante appuntamento e non è un caso, quindi, la scelta del tema del rapporto fra sostenibilità e design. Le politiche sostenibili sono oggi un tema centrale per l’azione dei governi e del settore privato, e l’Italia, indiscusso leader mondiale nel settore del design, presenterà idee, progetti e soluzioni di qualità promuovendo un dibattito internazionale propedeutico alla XXII Triennale di Milano del 2019. Le idee che emergeranno serviranno inoltre da contributo per preparare la partecipazione italiana al prossimo grande appuntamento BIE, l’Esposizione Universale che si terrà nel 2020 a Dubai con lo slogan “Connecting minds, creating the future” e che ha tra i propri temi di approfondimento anche quello della sostenibilità.

    Il settore del design, elemento distintivo del “Made in Italy” che unisce bellezza e originalità a qualità delle materie prime e metodi di produzione innovativi, espressione delle culture e delle tradizioni dei diversi territori è – insieme alla promozione della lingua italiana, della cucina di qualità, del sistema universitario e della ricerca, del sistema museale e del cinema italiano – uno degli assi della strategia di promozione integrata “Vivere All’Italiana” condotta dalla Farnesina attraverso la rete delle Ambasciate, dei Consolati e degli Istituti Italiani di Cultura nel mondo.

    In un mondo in cui la domanda di Italia è in continua crescita (secondo un noto studio di KPMG, il “Made in Italy” è il terzo marchio più conosciuto a livello mondiale, dopo Coca Cola e Visa), la Farnesina punta sulle indiscusse eccellenze del nostro Paese,  che permettono di presentare il meglio del “marchio Italia”, valorizzandone le componenti economiche, culturali e scientifiche. Il disegno industriale italiano, inoltre, rappresenta circa un terzo (di gran lunga la quota più ampia) del mercato mondiale del design di alta gamma (dati Bain & Company), mentre secondo l’ultimo rapporto “Esportare la dolce vita” di Confindustria, nel 2022 i 31 mercati più avanzati importeranno dall’Italia 70 miliardi di euro di prodotti con contenuti di design italiano, con un aumento del 20% rispetto al 2016.

    Il Ministero degli Esteri è impegnato in un’intensa azione promozionale che mira a rispondere alla domanda di italianità che ci arriva dal mondo, presentando il meglio della tradizione dei nostri territori e il genio innovativo del nostro Paese. E’ un lavoro che porta non solo risultati di immagine ma che ha ricadute molto tangibili. Secondo uno studio commissionato dalla Farnesina alla società Prometeia, l’azione di sostegno all’attività internazionale delle aziende italiane nel 2016 – in particolare nell’aggiudicazione di commesse – ha contribuito a produrre 21,4 miliardi di valore aggiunto (pari a 1,4% del PIL) e a sostenere circa 307mila posti di lavoro.

    www.esteri.it

  • arcVision Prize Stories Tatiana Bilbao interviewed by Domus

    arcVision Prize Stories Tatiana Bilbao interviewed by Domus

    Tatiana Bilbao: “Architecture should care about collectivity”.

    Tatiana Bilbao, Tatiana Bilbao, nominee arcVision Prize 2015, interviewed by Domus in her office with sequences from Mexico City.

    During the new video, from the Time-Space-Existence series produced by PLANE–SITE on show during Venice Architecture Biennale 2018, the Mexican architect analyzes the role of architecture and explains her approach, where a new project is not about “the form or the shape of a building, but is about what it does to people.”

    Tatiana Bilbao discusses her design philosophy, the role of the architect in society and how a building can enhance human life. She also points out the necessity for intricate hand-work and locally sourced materials, keeping in mind the needs of construction workers and maintenance workers.

    The video has been commissioned by the GAA Foundation and funded by the ECC (European Cultural Center) and will be featured within the “Time-Space-Existence” exhibition at the next Architecture Biennale in Venice.

    Domus

    Tatiana Bilbao

    « We do architecture to raise the human quality of life.
    We work with our environment, our surrounding materials, hand labor and techniques, opening channels of communication between the various social sectors, and develop productive activities that enable different aesthetic experiences with strong ideas and direct definitions and intentions. We try to understand, though our multicultural and multidisciplinary office, our world, and to translate its rigid codes into architecture.

    Through these strands, the office regenerates spaces “humanized” to be aware and react to global capitalism, opening up niches for cultural and economic development, creating a climate of collaboration where there are various disciplinary resonances in technical areas; theoretical and artistic works which, in one way or another affect the patterns and structures of society.

    The office associates work to the theme of resonance, which matches the frequency of a given system with the frequency of an external drive, with certain information generated by another system.
    As with the ethics of otherness of Levinas, the office incorporates the other, which has not been recognized or accepted by the intellectual, political, or business oligarchy, but that is on the lookout for a qualitative change in structural life. To this end we are building with the responsibility of understanding all that we do and we mean to do, learning though it and working with it. » www.tatianabilbao.com

    Biography

    1972 – Mexico City, Mexico
    Tatiana Bilbao, nominee arcVision Prize 2015, studied Architecture and Urbanism at Universidad Iberoamericana in 1996, where she obtained her degree with honors. She has developed projects of architecture and urbanism in diverse fields, both public and private.

    She worked as an advisor for Urban Projects at the Urban Housing and Development Department of Mexico City and in 1999 she joined and co-founded LCM S.C. In 2004 she founded Tatiana Bilbao S.C. with projects in China, Europe and Mexico. Tatiana was awarded with the Design Vanguard as one of the Top 10 emerging firms of the year in 2007 by Architecture Record and named as Emerging Voice by the Architecture League of New York in 2009.

    In December 2010, three projects were acquired by the George Pompidou Centre in Paris, France, to be part of their Architectural Permanent Collection. She has been visiting professor at Andres Bello University in Santiago de Chile, at Peter Behrens School of Architecture, Düsseldorf, Germany. Starting in Spring 2015, she is going to be Louis I. Kahn visiting assistant professor at Yale. Her work has been published, among others, in A+U, Plot, GA Houses, Domus and The New York Times.

  • arcVision Prize Stories Tatiana Bilbao intervistata da Domus

    arcVision Prize Stories Tatiana Bilbao intervistata da Domus

    Tatiana Bilbao: “L’architettura deve assecondare il bene collettivo.”

    Tatiana Bilbao, nominata arcVision Prize nel 2015, viene intervistata da Domus nel suo studio, insieme a una carrellata di riprese da Città del Messico.

    Durante il video della serie Time-Space-Existence prodotto da PLANE–SITE, che verrà proiettato alla Biennale di Architettura di Venezia 2018, l’architetta messicana spiega il ruolo dell’architettura nella società e racconta il suo approccio, per cui un nuovo progetto “non riguarda tanto la forma di un edificio, ma cosa fa alle persone.”

    Tatiana Bilbao discute la propria filosofia progettuale, il ruolo dell’architetto nella società e come un edificio possa migliorare la vita umana, mettendo in evidenza anche la necessità di adottare lavorazioni artigianali articolate e utilizzare materiali reperiti in loco, tenendo a mente i bisogni dei lavoratori e dei manutentori.

    Il video è stato commissionato dalla GAA Foundation e sostenuto dall’ECC (European Cultural Center), e sarà proiettato all’interno della mostra “Time-Space-Existence” alla prossima Biennale di Architettura di Venezia.

    Domus

    Tatiana Bilbao

    « Siamo architetti perché vogliamo migliorare la qualità della vita.
    Lavoriamo con l’ambiente, i materiali, la manodopera e le tecniche locali, aprendo canali di comunicazione tra i diversi settori sociali e innescando attività produttive che permettono di realizzare esperienze estetiche diverse, forti e dirette. Cerchiamo di capire il mondo attraverso il nostro ufficio multiculturale e multidisciplinare, e di tradurre i suoi rigidi codici nel linguaggio dell’architettura.

    Attraverso questi filoni, l’ufficio, rigenera spazi “umanizzati” per reagire al capitalismo globale, aprendo nicchie di sviluppo culturale ed economico. Creare un clima di collaborazione, dove risuonano discipline tecniche, teoriche e artistiche differenti, con la fiducia di riuscire in un modo o nell’altro a influenzare i modelli e le strutture della società.

    Gli associati dell’ufficio lavorano al tema della risonanza, che mette in sintonia la frequenza di un dato sistema con la frequenza di un’unità esterna, con le informazioni generate da un altro sistema. Come con l’etica dell’alterità di Lévinas, l’ufficio incorpora l’altro, che non è stato riconosciuto o accettato dall’oligarchia intellettuale, politica o commerciale, ma che è alla ricerca di un cambiamento qualitativo nella vita strutturale. Per questo motivo, costruiamo con la responsabilità di capire tutto ciò che facciamo e intendiamo fare, imparando attraverso ciò che facciamo. » Leggi di più

    www.tatianabilbao.com

    Biografia
    1972 – Mexico City, Mexico
    Tatiana Bilbao tra le nominees dell’arcVision prize 2015,  la sua carriera decolla con la laurea per la quale riceve un riconoscimento come migliore tesi dell’anno, mentre già nel 1998 diventa consulente per i Progetti Urbani e l’Edilizia Residenziale Urbana del Dipartimento per lo Sviluppo di Città del Messico.

    Nel 2004 due importanti traguardi, la fondazione del suo studio Tatiana Bilbao S.C e, in collaborazione con Derek Dellekamp, Arturo Ortiz e Michel Rojkind, di un centro di ricerca urbano che si occupa di difesa e controllo dello spazio pubblico nella capitale messicana.
    Il suo studio affronta progetti in varie parti del mondo mentre Tatiana Bilbao intraprende anche la carriera accademica: dal 2005 è docente di progettazione alla Universidad Iberoamericana e nel 2008 è visiting professor all’Università Andres Bello di Santiago del Cile.

    Nel 2010 la Bilbao è affiancata da due partner, David Vaner, architetto e ingegnere con esperienza nel team di ricerca ETH di Basilea, e Catia Bilbao, analista, direttore finanziario del gruppo. Tra i più prestigiosi riconoscimenti conseguiti, nel 2009 Tatiana Bilbao è nominata Emerging Voice dalla Architecture League of New York, mentre nel 2010 il Centre Pompidou acquisisce tre suoi progetti nella sua collezione permanente di architettura.

  •  “Architects. Not Architecture” with Odile Decq and Laura Fogarasi Ludloff 

     “Architects. Not Architecture” with Odile Decq and Laura Fogarasi Ludloff 

    #arcVisionPrize Stories

    Among the participants of this year “Architects. Not Architecture” conferences, some of the leading roles of our social award arcVision Prize Women and Architecture: Odile Decq (member of the jury of the arcVision Prize) for the Hamburg edition and Laura Fogarasi Ludloff (nominee arcVision Prize in 2014) for the Berlin edition.

    Save the date
    “Architects. Not Architecture”.
    The personality behind the big names. Convestations without the myths

    November 23, 2017, 7 pm
    Conference with Odile Decq, Odile Decq Studio, Massimiliano Fuksas, Studio Fuksas, Patrik Schumacher, Studio Zaha Hadid

    November 29, 2017, 7 pm
    Conference with Laura Fogarasi-Ludloff, Ludloff + Ludloff Studio, Mario Botta, Mario Botta Architects, Max Dudler,  Max Dudler Studio

    In the past years, Anna Heringer (nominee arcVision Prize in 2014) participated in the Munich edition in March and Benedetta Tagliabue (member of the jury of the arcVision Prize) participated in the Hamburg edition in November 2016.

    “Architects. Not Architecture” Conversations without myth.

    Everyone knows the projects of today’s famous architects, but has little knowledge about the personality, the career and the choices of these “myths”.

    A cycle of conferences that every year involves – in several German cities from Berlin to Hamburg, from Stuttgart to Düsseldorf – the great names of architecture, investigating what is beyond the myth, while originally facing several aspects of the personality of the protagonists.

    architectsnotarchitecture.com

    The past editions were in Monaco, March 2017, with Anna Heringer and Hamburg, November 2016 with Benedetta Tagliabue.

    Anna Heringer (nominee arcVision Prize in 2014) during the Munich edition on March, Courtesy of architectsnotarchitecture.com

    The Hamburg edition in November 2016 with Benedetta Tagliabue, Courtesy of architectsnotarchitecture.com
  •  “Architects. Not Architecture” con Odile Decq e Laura Fogarasi Ludloff 

     “Architects. Not Architecture” con Odile Decq e Laura Fogarasi Ludloff 

    #arcVisionPrize Stories

    Tra i partecipanti di quest’anno alle conferenze “Architects. Not Architecture” abbiamo alcune delle protagoniste del nostro premio di architettura al femminile: Odile Decq (giurata arcVision Prize) per l’edizione di Amburgo e Laura Fogarasi Ludloff (nominee arcVision Prize nel 2014) per l’edizione di Berlino.

    Save the date
    “Architects. Not Architecture”.
    The personality behind the big names. Convestations without the myths

    23 Novembre 2017, 19:00
    Conferenza con Odile Decq, Studio Odile Decq, Massimiliano Fuksas, Studio Fuksas, Patrik Schumacher, Studio Zaha Hadid

    29 Novembre 2017, 19:00
    Conferenza con Laura Fogarasi-Ludloff, Studio Ludloff+Ludloff, Mario Botta, Mario Botta Architetti, Max Dudler, Studio Max Dudler

    Negli anni passati sono state protagoniste inoltre, Anna Heringer (nominee arcVision Prize nel 2014) per l’edizione di Monaco che si è tenuta nel marzo di quest’anno e Benedetta Tagliabue (giurata arcVision Prize) che ha partecipato all’edizione di Amburgo nel novembre 2016.

    “Architects. Not Architecture” Conversazioni senza il mito.
    Tutti conoscono i progetti dei grandi architetti di oggi ma non si sa molto della personalità, la carriera e le scelte che stanno dietro a questi veri e propri “miti”. Un ciclo di conferenze che coinvolge ogni anno – in diverse città tedesche da Berlino ad Amburgo, da Stoccarda a Düsseldorf – i grandi nomi dell’architettura, indagando cosa sta oltre il mito, affrontando in modo inedito i vari aspetti della personalità dei vari protagonisti.

    architectsnotarchitecture.com

    Le passate edizioni di Monaco a marzo 2017 con Anna Heringer e Amburgo nel novembre 2016 con Benedetta Tagliabue.

    Anna Heringer (nominee arcVision Prize nel 2014) che interviene all’edizione di Monaco che si è tenuta nel marzo di quest’anno, Courtesy of architectsnotarchitecture.com

    L’edizione di Amburgo nel novembre 2016 con Benedetta Tagliabue, Courtesy of architectsnotarchitecture.com
  • Petra Gipp shortlisted for the “Kasper Salin Prize”

    Petra Gipp shortlisted for the “Kasper Salin Prize”

    The architect Petra Gipp, nominee of the arcVision Prize in 2016, is among four architects shortlisted for the “Kasper Salin Prize for Best Building of the year”, the most prestigious architectural prize in Sweden, with the project Bruksgården, expansion wing in Höganäs. This year’s winner will be presented on November 28th.

    Petra Gipp Arkitektur Photo Credit: Jens Markus Lindhe

    Petra Gipp is one of the young female designers of greatest relevance in the Swedish school. Rational and sculptural, her architecture places the theme of mass at the center of the research process; they are primordial, well defined volumes that strongly affirm the surrounding landscape.

    Petra Gipp vision in 2016, during her nomination for the arcVision Prize: “My ambition is to create architecture with a thoughtful relationship with the client’s requirements and the nature of the location. My work is based on a core idea that continues down to the design of the parts and the choice of materials.

    My work blends architectural and sculptural expression and I strive to create works that form an architectural study where artistic expression is explored together with structural technological and sustainable solutions. To be able to develop my own expression and ideas, I started the Petra Gipp Arkitektur practice in 2009. I’m the sole owner of the studio and am deeply involved as the architect of record for all the projects.”

    Biography

    Stockholm (SWEDEN), 12 January  1967
    My projects include the award-winning Kivik Art Center and The Cathedral inventor’s studio. I trained at The Royal Danish Academy of Fine Arts in Copenhagen and have exhibited widely, notably at the Venice Architectural Biennale in 2012 and 2014. My work has been published in many leading books and magazines.

    I am a teacher and external critic at the KTH Royal Institute of Technology – architecture, in Stockholm, and an examiner at The Aarhus School of Architecture, Kolding School of Design, and The Royal Danish Academy of Fine Arts, Schools of Architecture, Design and Conservation.
    www.gipparkitektur.se

    The Kasper Salin Prize 2017 – these are the nominees

  • Petra Gipp tra i finalisti del “Kasper Salin Prize”

    Petra Gipp tra i finalisti del “Kasper Salin Prize”

    L’architetto Petra Gipp, nominee arcVision Prize nel 2016, in lista tra i quattro finalisti del “Kasper Salin Prize for Best Building of the year”, il prestigioso premio svedese all’insegna della sostenibilità, con il progetto di espansione del Museo Bruksgården di Höganäs. Il vincitore sarà annunciato il 28 Novembre 2017.

    Petra Gipp Arkitektur Photo Credit: Jens Markus Lindhe

    Petra Gipp è tra le giovani donne progettiste di maggior rilevanza nella scuola svedese. Razionali e scultoree, le sue architetture pongono al centro del lavoro di ricerca il tema della massa: sono volumi primigenei e ben definiti che si affermano con forza nel paesaggio circostante.

    Petra Gipp nel 2016 presenta la sua Vision in occasione della candidatura all’arcVision Prize: “Ho l’ambizione di creare un’architettura che instauri un legame meditato con le esigenze dei committenti e con la natura dei luoghi. Il mio lavoro è basato su un’idea principale, che poi confluisce nel progetto delle singole parti e nella scelta dei materiali.

    Il mio lavoro miscela architettura ed espressione scultorea e io aspiro a creare opere che siano parte di una riflessione sull’architettura che, assieme alla ricerca delle soluzioni strutturali, tecnologiche e sostenibili, sia finalizzata all’esplorazione della sua espressione artistica. Per poter sviluppare la mia capacità espressiva e le mie idee architettoniche ho avviato nel 2009 lo studio Petra Gipp Arckitektur. Io sono l’unico proprietario dello studio e, in quanto titolare, sono profondamente coinvolta in tutti i progetti.”

    Biografia
    Tra le mie opere figurano il Kivik Art Center, vincitore di diversi premi, e La Cattedrale, un atelier per inventori.

    Ho studiato al Royal Danish Academy of Fine Arts di Copenaghen e miei lavori sono stati esposti in molte occasioni, incluse le due edizioni della Biennale di Architettura di Venezia del 2012 e del 2014. Le mie opere sono state ampiamente pubblicate in molti volumi e riviste di riferimento.

    Sono docente e ricercatore esterno presso la facoltà di Architettura della KTH, l’Istituto Reale di Tecnologia di Stoccolma, nonché membro del collegio esaminatori presso la Aerhus School of Architetture, la Kolding School of Design e la Scuola di Architettura, Design e Conservazione dell’Accademia delle belle arti di Copenaghen. www.gipparkitektur.se

    Scopri i finalisti del Kasper Salin Prize