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  • Pier Luigi Nervi, architettura come sfida

    Pier Luigi Nervi, architettura come sfida

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    Una rassegna stampa dedicata alla mostra itinerante Pier Luigi Nervi- Architettura come sfida (altro…)

  • Italian Pavilion – Expo Shanghai 2010

    Italian Pavilion – Expo Shanghai 2010

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    Section dedicated to the in-depth analysis with documents a short bibliography, links to websites, blogs and other useful information.
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  • Padiglione Italia – Expo Shanghai 2010

    Padiglione Italia – Expo Shanghai 2010

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    Sezione dedicata all’approfondimento con documenti, piccola bibliografia di riferimento, link a siti web, blog e informazioni utili.
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  • Padiglione Quadracci

    Padiglione Quadracci

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    Sezione dedicata all’approfondimento con documenti,  piccola bibliografia di riferimento, link a siti web, blog e informazioni utili. (altro…)

  • Paolo VI Audience Hall in Vatican City

    Paolo VI Audience Hall in Vatican City

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    Press survey  dedicated to Paul VI Audience Hall, from it’s builings in the 60s to the recent eco-sustainable renovation.

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  • Aula delle Udienze Paolo VI

    Aula delle Udienze Paolo VI

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    Una rassegna dedicata all’ Aula delle Udienze Paolo VI, dalla sua costruzione negli anni ’60 ai recenti lavori di restauro eco-sostenibili. (altro…)

  • arcVision 24 – New Utopias

    arcVision 24 – New Utopias

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    The new and hard challenges facing modern capitalism as we enter tomorrow’s world:  continuing creating wealth and spreading social and economic progress together. Challenge or utopia?

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  • arcVision 24 – Nuove Utopie

    arcVision 24 – Nuove Utopie

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    Le nuove e impegnative sfide del capitalismo moderno per entrare nel mondo di domani: continuare a creare ricchezza e diffondere insieme progresso economico e sociale. Sfida o utopia?

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  • Jubilee Church

    Jubilee Church

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    CONSTRUCTION DETAILS

    dives OFI 2

    600 tons of TX Millennium white cement, incorporating titanium dioxide, produced at Italcementi’s cement works of Rezzato, Brescia, Italy;
    2,600 tons of aggregates obtained by grinding white Carrara Marble;
    550 tons of special mortars for executing the structural joints between the precast elements and for grouting both cable sheaths and post-tensioned bars by injection;
    8 kilometers of post-tensioning steel cables;
    7,5 kilometers of post-tensioning steel bars;
    300 design drawings to cope with the building’s structural complexity, the large variety of block geometries and all construction details.
    12,000 man hours devoted to studying, researching and eventually developing the TX Millennium cement;
    23,000 man hours work from the design stage through to execution.

    7,000 plus visiting engineers and architects to the building site during the variousconstruction phases confirming the complexity of the construction process and the innovative solutions adopted.

    GALLERY
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    dives

  • Dives in Misericordia

    Dives in Misericordia

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    dives OFI 2

    DETTAGLI COSTRUTTIVI

    Nella costruzione della vela realizzata con 256 elementi prefabbricati, detti conci, sono stati impiegati:
    • 2.600 tonnellate di inerti ricavati dalla macinazione del marmo bianco di Carrara
    • 600 tonnellate di cemento bianco TX Millennium (addittivato con biossido di titanio) prodotto dalla cementeria Italcementi di Rezzato (Bs)
    • 550 tonnellate di malte speciali per la realizzazione dei giunti strutturali fra gli elementi prefabbricati e l’iniezione delle guaine dei cavi e delle barre post-tese
    • 8 chilometri di cavi d’acciaio di post-tensione
    • 7,5 chilometri di barre d’acciaio di post-tensione
    • 300 tavole progettuali necessarie per la complessità strutturale e per la grande varietà della geometria dei conci e dei loro dettagli costruttivi
    • 12.000 ore di studi e ricerche per la messa a punto del cemento TX Millennium
    • 23.000 ore di progettazione per passare dalla fase progettuale alla fase realizzativa

    A testimonianza della complessità della realizzazione e delle soluzioni innovative adottate, oltre 7.000 tra ingegneri e architetti hanno visitato il cantiere durante le diverse fasi della costruzione.

    I NUMERI
    13,982 mc Volumetria della Chiesa
    19,5 m Larghezza della navata
    45,6 m Lunghezza totale
    32,0 m Lunghezza massima interna
    30,8 m Larghezza totale
    29,5 m Larghezza massima interna
    26,7 m Altezza massima
    21,7 m Altezza interna
    17,1 m Altezza della prima vela
    22,1 m Altezza della seconda vela
    26,7 m Altezza della terza vela
    20,0 m Altezza del campanile
    Posti a sedere
    240 Navata centrale
    24 Cappella feriale
    Centro Parrocchiale
    7.985 mc Volumetria
    4 Il numero dei piani/livelli (piano interrato, piano terra, piani 1 e 2)
    6 Le aule ciascuna con una superficie di 27 mq

     

    LA CHIESA
    a chiesa “Dives in Misericordia” è stata concepita come nuovo centro d’aggregazione per un quartiere residenziale alquanto isolato nel perimetro di Tor Tre Teste, alla periferia di Roma. L’area, di forma triangolare, comprende tre parti distinte; la prima, che divide il luogo sacro a sud, ove si trova la navata, dalla zona cosiddetta laica a nord; la seconda, che separa l’accesso pedonale dal complesso residenziale situato ad est, ed infine una terza parte, che funge da confine tra l’accesso pedonale ed il parcheggio ubicato ad ovest.
    La chiesa ed il centro parrocchiale sono collocati centralmente verso il lato ad est dell’area edificata. Entrambe le strutture sono accessibili da est attraverso la piazza pavimentata (sagrato) che è situata sul lato più vicino al centro effettivo del quartiere residenziale.
    Il lato ad ovest dell’area ove sorge la parrocchia comprende due corti separate da un sentiero lastricato, che corre in direzione est-ovest, tra il centro parrocchiale a nord e la chiesa a sud. La corte più a nord include un’area ricreativa con piazza pavimentata adiacente al centro parrocchiale. La seconda corte, che ospita uno specchio d’acqua, è concepita come spazio per la meditazione.
    L’impianto proporzionale dell’intero complesso si fonda su una serie di quadri traslati e quattro cerchi. Tre cerchi d’eguale raggio originano i profili delle tre vele che, insieme al muro di spina, costituiscono il corpo della navata. Mentre le vele rimandano discretamente alla Trinità, lo specchio d’acqua vuol richiamare
    l’elemento fondamentale del rito battesimale.
    La percezione dei volumi risente direttamente della luce naturale; i lucernari vetrati tra le vele parallele rispondono continuamente alla tessitura mutevole di luci ed ombre, mentre il sole si sposta lungo la sua traiettoria. Secondo le stagioni, le condizioni atmosferiche e l’ora, la luce sarà variabilmente graduata sulla superficie interna delle vele, infondendo così un carattere speciale alla chiesa, alla cappella e al Fonte Battesimale.

     

    LE GRANDI SFIDE COSTRUTTIVE
    Italcementi, impegnata come sponsor tecnico, ha affrontato quattro grandi sfide: il materiale, la soluzione strutturale, la realizzazione degli elementi prefabbricati, il montaggio e l’assemblaggio degli elementi in cantiere.
    Il materiale
    I laboratori hanno messo a punto e brevettato un cemento bianco TX Arca® a base di TX Active® ad altissima resistenza, con una lavorabilità molto superiore a quella del prodotto tradizionale e con una caratteristica sorprendente: sotto l’effetto della luce, la sua superficie si autopulisce, eliminando ogni sorta di
    deposito organico.
    La soluzione strutturale
    Le vele sono state suddivise in grandi pannelli prefabbricati a doppia curvatura. Il giunto esistente fra un pannello e l’altro è il loro elemento più caratteristico ed originale: è stato ideato e disegnato in modo da permettere la giunzione fra le barre di precompressione ed assorbire, assicurando la continuità statica alla struttura, le inevitabili tolleranze dimensionali, proprie del processo di prefabbricazione.
    La realizzazione degli elementi prefabbricati
    Quattro sono stati i problemi affrontati:
    1. la progettazione e la costruzione delle casseforme, per ridurre il costo a valori accettabili, sfruttando tutte le possibilità e scontando tutte le difficoltà derivanti dal fatto di dover operare su geometrie sferiche;
    2. la rappresentazione grafica dei singoli elementi, che potesse esser capita e realizzata senza errori. Il CAD è stato di grande aiuto in questa fase per dare l’input immediato all’officina meccanica che avrebbe costruito le dime metalliche che delimitano gli elementi prefabbricati all’interno del giunto dove sono ricavati, con precisione millimetrica, tutti i fori di passaggio della barra e dei cavi di sospensione;
    3. la soluzione alle problematiche gestionali dei casseri, fatti di parti mobili e di parti intercambiabili (legate cioè alla geometria del singolo elemento prefabbricato), da posizionare ogni volta in modo da rispettare tolleranze molto superiori a quella richiesta normalmente al cantiere di prefabbricazione;
    4. lo studio delle pareti del cassero a contatto con il calcestruzzo e il dosaggio delle vibrazioni in modo da eliminare praticamente ogni traccia di bolla d’aria dalle superfici a vista degli elementi prefabbricati.
    DISEGNI DI PROGETTO
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