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  • arcVision Prize 2015 – The Winner and Honorable Mentions

    arcVision Prize 2015 – The Winner and Honorable Mentions

    The Winner 

    DEUBER

    Angela Deuber has emerged in 2014 from the flatness of European mainstream architecture with a building, the School in Thal (Switzerland) which evokes a glorious past of avant-garde architecture: her approach is in this respect actually “constructivist” in the original positive sense that revolutionary architects gave to the term. As she states “Construction is an underestimated and intrinsic part of architecture, but since we no longer build with our hands, construction has become indirect, remote and alien. My work is an attempt to escape this alienation.”

    After the announcement of the prize, the winner declared: “I am very honoured to get this prize; it means more than a lot to me. Of course I would like to thank the people who selected me and all the members of the Jury and everybody who supported me to come to this point. I think that the decision of the Jury is a decision for a pure architecture which pleases me very much for architecture itself. The prize encourages me to continue with my dedication to architecture. I really do wish it will also be seen as a prize to encourage my female colleagues in architecture to contribute their part to world architecture. Thank you so much.”

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    Honorable Mentions

    otten

    For a sensitive architect born, raised and educated in South Africa as Kate Otten is, it would seem impossible not to relate her work to the dramatic historical changes that the African country has seen in the last decades: in her professional practice – strongly based on the local culture, geography and materials – she had the opportunity to work on important public buildings and places of memory, highly significant of a new way of living without forgetting the past. Last but not least, Otten is actively engaged with her studio in the promotion of women in architecture, both by employing and training them and in creating, in her own words ‘… a working environment that allows female architects to achieve a flexible work-life balance, retaining them in the profession at a time when many would leave’.

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    Patama Roonkrawit is not only an architect but a community activist. Roonkravit’s multidisciplinary approach involves good practices of collaboration with the population involved in projects, especially the poor which are the most important and needing “clients” in her visions. In her own, direct words “Architecture is the fruit of cooperative design where the architects are also the clients; the clients are also the architects. Therefore each and every design has to be shaped and reshaped collectively. The result is a unique collective project whose sense of totality is marked by the diversity of each individual design.”

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    Samira Rathod established her studio SRDA in 2000, after graduating in Mumbai and achieving a Master in Architecture at the University of Illinois. However small her firm is she’s been able to complete original buildings for the arts with a careful attention to details and material, from the interiors to the structures and surfaces, using concrete, glass and metal in a kind of “sculptural” matching of forms and functions. The Baroda Art gallery is in fact an artist’s studio but also is space for show and the visitors to the gallery can have a glimpse on the artist at work or vice versa. The House in Amhedabad also plays with the concepts of privacy and transparency of living, by revealing a possible “public” dimension also for private housing.”

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  • arcVision Prize 2015 – La Vincitrice e le Menzioni d’Onore

    arcVision Prize 2015 – La Vincitrice e le Menzioni d’Onore

    La Vincitrice 

    DEUBERAngela Deuber, uno dei più interessanti talenti del panorama internazionale, è emersa nel 2014 dal mainstream dell’architettura tradizionale europea con un edificio, la Scuola di Thal (Svizzera), che evoca un passato glorioso di architettura d’avanguardia: il suo è un approccio realmente “costruttivista”, nel senso positivo originale che gli architetti rivoluzionari diedero al termine. Come lei stessa afferma “La costruzione è una parte sottovalutata e intrinseca dell’architettura, ma dal momento che non costruiamo più con le nostre mani, è diventata indiretta, remota e aliena. Il mio lavoro è un tentativo di sfuggire a questa alienazione.”

    La vincitrice, all’annuncio del premio, ha dichiarato: “Vorrei dire… Non me ne rendo ancora conto pienamente. Sono molto onorata di ricevere questo premio, significa davvero moltissimo per me. Sicuramente voglio ringraziare coloro che mi hanno selezionata, le componenti della Giuria e tutti quelli che mi hanno supportato per arrivare fino a questo momento. Credo che la Giuria abbia deciso di selezionare una architetto che ha passione per il proprio lavoro e il premio mi incoraggia a continuare con questa dedizione verso l’architettura. Mi auguro davvero che questo sia visto anche come un premio per incoraggiare un maggiore numero di progettiste –le mie colleghe- a fornire il loro contributo all’architettura in ogni parte del mondo”.

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    Le Menzioni d’Onore

    ottenPer un architetto sensibile nata, cresciuta ed educata in Sud Africa come Kate Otten, è impossibile non mettere in relazione il proprio lavoro con i cambiamenti storici che il paese africano ha visto negli ultimi decenni. Nella sua attività professionale, fortemente basata sulla cultura, la geografia e i materiali locali, Otten ha avuto l’opportunità di lavorare su importanti edifici pubblici e luoghi della memoria, significativi del nuovo modo di vivere ma non immemori del passato. Otten è inoltre attivamente impegnata con il suo studio nella promozione delle donne in architettura, sia assumendole e formandole, sia creando, per dirla con le sue stesse parole, ‘… un ambiente di lavoro che permette agli architetti donna di raggiungere un equilibrio flessibile tra vita e lavoro, conservando loro il posto di lavoro in un momento in cui molte altrimenti lo lascerebbero.

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    11038863_859410577458141_7099526950022589653_nPatama Roonkrawit non è solo un architetto, ma anche un’attivista sociale. Il suo approccio multidisciplinare sottolinea l’importanza delle buone pratiche di collaborazione con la popolazione coinvolta nei progetti, in particolare gli indigenti che, nelle sua vision, sono i “clienti” più importanti e bisognosi di attenzione. Nelle sue stesse dirette, parole: “L’architettura è il frutto di una progettazione partecipata in cui gli architetti sono anche i clienti ed i clienti sono anche gli architetti. Pertanto ogni progetto deve essere modellato e rimodellato con il contributo di tutti. Il risultato è un progetto collettivo, unico nel suo genere, il cui senso di totalità è contraddistinto dalla diversità di ogni singola idea”.

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    11046675_859410564124809_1609978485372812860_nSamira Rathod fonda lo studio di architettura SRDS nel 2000 dopo aver conseguito la laurea a Mumbai e il Master in Architettura presso l’Università dell’Illinois. Nonostante il suo sia un piccolo studio, Samira realizza edifici originali con particolare attenzione ai dettagli e ai materiali, dagli interni alle strutture e alle superfici, utilizzando calcestruzzo, vetro e metallo in una sorta di perfetta combinazione scultorea di forme e funzioni. La Baroda Art Gallery è a tutti gli effetti uno studio d’artista ma è anche uno spazio espositivo dove i visitatori possono vedere l’artista all’opera e viceversa. La House in Amhedabad gioca con i concetti di riservatezza e trasparenza del vivere rivelando una possibile dimensione pubblica anche per una residenza privata.

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  • arcVision Prize 2015 Edition

    arcVision Prize 2015 Edition

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    Bergamo, 6 March 2015

    Press Kit of the arcVision Prize 2015 Winner Announcement. 

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  • arcVision Prize Edizione 2015

    arcVision Prize Edizione 2015

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    Bergamo, 6 marzo 2015

    La cartella stampa della premiazione dell’arcVision Prize 2015.  L’architetto svizzero Angela Deuber vince la terza edizione dell’arcVision Prize – Women and Architecture Menzioni d’onore per Kate Otten (Sudafrica), Patama Roonrakwit (Tailandia) e Samira Rathod (India).

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  • ARCVISION PRIZE 2015 EDITION

    ARCVISION PRIZE 2015 EDITION

    Bergamo, 6th March 2015

    Videos of the 2015 arcVision Prize Winner Announcement.  Architect Angela Deuber wins the third edition of the arcVision Prize – Women and Architecture. Special mentions for Kate Otten (South Africa), Patama Roonrakwit (Thailand) and Samira Rathod (India).

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  • arcVision Prize Edizione 2015

    arcVision Prize Edizione 2015

    Bergamo, 6 marzo 2015

    I video della premiazione dell’arcVision Prize 2015.  L’architetto svizzero Angela Deuber vince la terza edizione dell’arcVision Prize – Women and Architecture Menzioni d’onore per Kate Otten (Sudafrica), Patama Roonrakwit (Tailandia) e Samira Rathod (India).

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  • arcVision prize 2015 Edition

    arcVision prize 2015 Edition

    Bergamo, 6th March 2015

    Images of the 2015 arcVision prize Winner Announcement. Architect Angela Deuber wins the third edition of the arcVision Prize – Women and Architecture. Special mentions for Kate Otten (South Africa), Patama Roonrakwit (Thailand) and Samira Rathod (India).

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  • arcVision Prize Edizione 2015

    arcVision Prize Edizione 2015

    Bergamo, 6 marzo 2015

    Le immagini della premiazione dell’arcVision Prize 2015. L’architetto svizzero Angela Deuber vince la terza edizione dell’arcVision Prize – Women and Architecture Menzioni d’onore per Kate Otten (Sudafrica), Patama Roonrakwit (Tailandia) e Samira Rathod (India).

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  • arcVision Prize 2015 – Special Prize to Paula Nascimento

    arcVision Prize 2015 – Special Prize to Paula Nascimento

    Special award of arcVision Prize WE-Women for Expo. In the year of the universal event in Milan, arcVision Prize presents a Special Award to Paula Nascimento, an emerging figure in contemporary architecture and designer of the Angola Pavilion at Expo 2015.

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  • arcVision Prize 2015 – Premio Speciale Paula Nascimento

    arcVision Prize 2015 – Premio Speciale Paula Nascimento

    Premio Speciale arcVision Prize WE-Women for Expo. arcVision Prize, nell’anno dell’Esposizione Universale a Milano, premia Paula Nascimento, figura emergente dell’architettura contemporanea e progettista del Padiglione dell’Angola a Expo 2015.

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