Odile Decq e Tatiana Bilbao: arcVision Prize Stories

Odile Decq – Lifetime Achievement Award, Architizer A+Awards
Tatiana Bilbao – Impact Award Honoree, Architizer A+Awards

11 maggio 2017: New York, Usa

Quest’anno, oltre ai vincitori selezionati dalla giuria e per voto popolare, Architizer ha premiato sei studi e progettisti il cui vasto portfolio di livello internazionale spinge l’intero settore a superare i limiti e varcare nuovi traguardi, degni di nota il Lifetime Achievement Award a Odile Decq, giurata arcVision Prize e l’Impact Award a Tatiana Bilbao, tra le nominees dell’arcVison Prize 2015.

Questi riconoscimenti speciali sono assegnati per l’eccellente lavoro e innovazione nel design, per opere architettoniche di grande rilievo quali: il Confluence Institute for Innovation and Creative Studies di Odile Decq e le Low-income housing di Tatiana Bilbao ad Acuña, Messico.

Questi sei premi speciali saranno presentati al gala degli A+Awards l’11 maggio a New York.

Gli A+Awards premiano la migliore architettura, progetti e design in tutto il mondo.

Con il suo obiettivo unico di far crescere l’apprezzamento per l’architettura significativa, gli A+Awards premiano dei piccoli gruppi di influencer nel campo dell’architettura e del design ogni anno. I vincitori sono scelti per i loro straordinari contributi ai settori dell’architettura e del design ed evidenziano progetti e creazioni che valorizzano il potenziale dell’architettura e che hanno un impatto positivo sulla vita quotidiana. Oltre 400 luminari dal mondo dell’architettura, dell’arte e del design si riuniranno per il gala di Highline Stages a New York.

Odile Decq

Architizer, leader dei siti d’architettura ha annunciato i vincitori della 5a edizione di architizer A+Awards. Gli Stati Uniti, attraverso il prestigioso sito Architizer, hanno scelto di assegnare il Riconoscimento alla carriera a Odile Decq – architetto francese noto in tutto il mondo – premiata sia per le sue opere, che per il suo impegno e il suo contributo al dibattito architettonico, con le seguenti motivazioni:

« Per l’importante contributo e influenza nella professione di architetto e per il ruolo di leader di pensiero nel settore a livello internazionale. »

Odile Decq ha raggiunto un successo straordinario da quando ha fondato il suo studio Odile Decq, nel 1978. Il suo stile e la sua personalità si combinano con i suoi disegni ineguagliabili, caratterizzati da geometrie audaci e facciate accattivanti. Decq si è sempre battuta per i diritti delle donne, con una grande attenzione per il sociale e la sostenibilità in architettura.

Biografia

Odile Decq, nella giuria dell’arcVision Prize Women and Architecture dal 2013, fonda il proprio studio d’architettura nel 1978 dopo la laurea all’Ecole d’Architecture de Paris La Villette e mentre frequenta l’Istituto di Studi Politici di Parigi dove nel 1979 completa il corso post-laurea in Pianificazione Urbanistica. La fama internazionale non si fa attendere: già nel 1990 ottiene il suo primo incarico importante con la Banque Populaire de l’Ouest a Rennes, oggetto di numerosi riconoscimenti e pubblicazioni.

Mettendo in discussione l’opera stessa, l’uso, la materia, il corpo, la tecnica e il gusto personale, l’architettura di Odile Decq offre una visione paradossale del mondo di oggi, delicata e severa allo stesso tempo. Nel 1996 riceve il Leone d’Oro a Venezia e da allora ha sempre mantenuto la grinta che la contraddistingue, cercando nel contempo di diversificare e radicalizzare la sua ricerca.

Tra le sue realizzazioni, il MACRO di Roma (Museo di arte contemporanea) nel 2010, il ristorante dell’Opera Garnier di Parigi nel 2011, il FRAC (Museum of Contemporary Art) di Rennes nel 2012, la sede di GL Events a Lione nel 2014, la Residenza Saint-Ange in Francia e il Tangshan Fangshan National Geopark Museum in Cina nel 2015.

L’opera di Odile Decq va oltre lo Studio Odile Decq e rappresenta molto più di uno stile o un atteggiamento o un processo di produzione: è di fatto un universo completo che comprende urbanistica, architettura, prodotti di design e arte. Una versatilità che le vale il titolo di “Designer dell’Anno Maison&Objet” e il premio donna-architetto “Prix Femme Architecte” nel 2013 e il Jane Drew Prize nel 2016. Da lungo tempo impegnata nell’attività accademica, Odile Decq fonda nel 2014 una propria scuola di architettura a Lione, il Confluence Institute for Innovation and Creative Strategies in Architecture. Leggi di più

odiledecq.com

Tatiana Bilbao

« Siamo architetti perché vogliamo migliorare la qualità della vita.
Lavoriamo con l’ambiente, i materiali, la manodopera e le tecniche locali, aprendo canali di comunicazione tra i diversi settori sociali e innescando attività produttive che permettono di realizzare esperienze estetiche diverse, forti e dirette. Cerchiamo di capire il mondo attraverso il nostro ufficio multiculturale e multidisciplinare, e di tradurre i suoi rigidi codici nel linguaggio dell’architettura.

Attraverso questi filoni, l’ufficio, rigenera spazi “umanizzati” per reagire al capitalismo globale, aprendo nicchie di sviluppo culturale ed economico. Creare un clima di collaborazione, dove risuonano discipline tecniche, teoriche e artistiche differenti, con la fiducia di riuscire in un modo o nell’altro a influenzare i modelli e le strutture della società.

Gli associati dell’ufficio lavorano al tema della risonanza, che mette in sintonia la frequenza di un dato sistema con la frequenza di un’unità esterna, con le informazioni generate da un altro sistema. Come con l’etica dell’alterità di Lévinas, l’ufficio incorpora l’altro, che non è stato riconosciuto o accettato dall’oligarchia intellettuale, politica o commerciale, ma che è alla ricerca di un cambiamento qualitativo nella vita strutturale. Per questo motivo, costruiamo con la responsabilità di capire tutto ciò che facciamo e intendiamo fare, imparando attraverso ciò che facciamo. » Leggi di più

www.tatianabilbao.com

Biografia
1972 – Mexico City, Mexico
Tatiana Bilbao tra le nominees dell’arcVision prize 2015,  la sua carriera decolla con la laurea per la quale riceve un riconoscimento come migliore tesi dell’anno, mentre già nel 1998 diventa consulente per i Progetti Urbani e l’Edilizia Residenziale Urbana del Dipartimento per lo Sviluppo di Città del Messico.

Nel 2004 due importanti traguardi, la fondazione del suo studio Tatiana Bilbao S.C e, in collaborazione con Derek Dellekamp, Arturo Ortiz e Michel Rojkind, di un centro di ricerca urbano che si occupa di difesa e controllo dello spazio pubblico nella capitale messicana.
Il suo studio affronta progetti in varie parti del mondo mentre Tatiana Bilbao intraprende anche la carriera accademica: dal 2005 è docente di progettazione alla Universidad Iberoamericana e nel 2008 è visiting professor all’Università Andres Bello di Santiago del Cile.

Nel 2010 la Bilbao è affiancata da due partner, David Vaner, architetto e ingegnere con esperienza nel team di ricerca ETH di Basilea, e Catia Bilbao, analista, direttore finanziario del gruppo. Tra i più prestigiosi riconoscimenti conseguiti, nel 2009 Tatiana Bilbao è nominata Emerging Voice dalla Architecture League of New York, mentre nel 2010 il Centre Pompidou acquisisce tre suoi progetti nella sua collezione permanente di architettura.

Progetto selezionato all’arcVision prize 2015

Alloggi popolari
Ubicazione
Prototipo adattabile a tutto il Messico
Tipo di progetto
Prototipo di abitazioni minime
Destinazione d’uso dell’edificio
Abitazione
Periodo di costruzione
2014

L’obiettivo di questo progetto è creare un prototipo di casa popolare con materiali e spazi di qualità a un prezzo accessibile. La vita che sviluppiamo nelle nostre case non è uniforme, omogenea e costante.

Le diverse esigenze che si manifestano nel corso della vita possono richiedere l’adattamento dello spazio per poter continuare a vivere in alloggi adeguati, tarati sull’economia, l’uso dello spazio, la spesa energetica e ambientale in cui si trova la casa. Il prototipo inizia con l’occupazione del terreno con un nucleo centrale, che si sviluppa in base alla crescita della famiglia.

Da qui il concetto di “crescita progressiva” per l’abitazione, in cui è previsto un limite all’espansione ma sarebbe comunque possibile accogliere la diversità delle esigenze sociali e biologiche della famiglia. Inoltre, è previsto anche il movimento opposto, cioè la possibilità di ridurre la casa o suddividerla in due spazi abitativi differenti.

Il progetto si adatta perfettamente ai grandi agglomerati residenziali e va contro i complessi uniformi e monotoni a cui siamo abituati. Vogliamo creare unità abitative che si adattino alla diversità e alla molteplicità della popolazione. Il progetto potrebbe quindi subire variazioni in termini di programmi, piani e materiali, con lo scopo di ottenere una maggiore diversificazione in grado di soddisfare le diverse esigenze del paese.

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