Giulia De Appolonia – arcVision Prize stories

Giulia De Appolonia – Le nominees dell’arcVision Prize, oggi.

Linguaggi personali e percorsi universali di Michele Calzavara. Le nominees dell’arcVision Prize – Women and architecture raccontate su “Abitare“.

« Partita dal Politecnico di Milano nei primi anni Novanta grazie al programma Erasmus, Giulia De Appolonia si forma a Lisbona, dove lavora per molti anni con João Luís Carrilho da Graça. Nel 2000 apre il suo studio e vince il concorso per il Museo della Scienza di Braganza, primo riconoscimento personale. »

Linguaggi personali e percorsi universali, “Abitare”, (n 562) March 2017, 84-91.

« Per diversi motivi si riaffaccia in Italia nel 2005 e qui si aggiudica il concorso per l’Istituto Zooprofilattico di Brescia: il museo di Braganza, diretto dall’Italia con fiducia sapendo che in Portogallo le imprese guardano anche i disegni esecutivi (sic!), è impeccabilmente realizzato nel 2007; l’Istituto di Brescia non vedrà la luce. »

« Per De Apollonia, appena ritrasferita in Italia, [questo] significa intensificare l’investimento dalla sua base di Brescia ma con una ridistribuzione delle energie, avviando nel 2008 con Camillo Botticini lo studio Abda e una stagione ricca di progetti anche a grande scala. Per poi tornare, oggi, a una dimensione concentrata su scale più piccole e controllabili nel processo e negli esiti (anche per meglio gestire il cosiddetto “work-life balance” che in Italia, ma non solo, è uno specifico molto femminile): nel 2014 fonda Officina d’Architettura: l’asciutto progetto di scuola pubblica G. Zanella a Villafranca ne è la più recente realizzazione. »

Linguaggi personali e percorsi universali, “Abitare”, (n 562) March 2017, 84-91.

« Comune a queste esperienze è un’abilità cosmopolita a far interagire con rigore i linguaggi personali (compresa la memoria dei maestri di formazione o d’elezione) con le differenziate qualità locali su cui si depositano. Una logica ‘caso per caso’ che si avverte nel nuovo respiro della scuola media E. Fermi a Palazzolo sull’Oglio, nella calibrata rappresentatività del palazzetto dello sport a Olgiate Olona e nella visionarietà programmatica dell’ecoparco didattico di Fossamerlo. »

Linguaggi personali e percorsi universali, “Abitare”, (n 562) March 2017, 84-91.

Giulia De Appolonia racconta la sua vision per la presentazione dell’arcVision Prize 2015:

« Nonostante una tendenza attuale che interpreta l’architettura come una disciplina destinata a determinare l’immagine di un edificio e non la sua sostanza, ritengo che il ruolo centrale dell’architetto sia quello di dirigere e coordinare le varie discipline che contribuiscono alla progettazione di un edificio. In questo modo sarà in grado di realizzare sinergicamente un risultato molto apprezzato in termini di dimensioni tecniche, estetiche e spaziali. Questo ruolo di coordinamento si basa necessariamente sulla capacità e l’intelligenza di riempire e cogliere le condizioni esistenti, di “ascoltare” in silenzio il sito, la storia, le persone e gli ingegneri, per fornire una risposta a 360 gradi. Vista da questa prospettiva l’architettura è una disciplina sociale, che svolge il ruolo fondamentale di plasmare gli spazi della nostra vita di tutti i giorni che, a loro volta, influiscono sulle attività che si svolgono al loro interno. Credo fermamente che questa attenzione e la proiezione sull’utente finale distinguano l’architettura da qualsiasi altra disciplina artistica. » Read more

Links

deappolonia-arch.com

Abitare

Due progetti presentati all’arcVision prize 2015

Viva Science Center

Scuola elementare Giacomo Zanella

Spread the word. Share this post!

Leave A Reply