Categoria: arcVision Prize stories

  • arcVision Prize Stories: Emmanuelle Moureaux

    arcVision Prize Stories: Emmanuelle Moureaux

    “II colore del tempo” è il titolo dell’ultima spettacolare installazione di carta di Emmanuelle Moureaux, designer francese residente a Tokyo, nominees arcVision Prize nel 2015.

    In questo lavoro (inaugurato lo scorso novembre al Toyama Prefectural Museum of Art & Design), Moureaux mescola la sensorialità (del colore) con la scienza (i numeri di carta) per rendere tangibile lo scorrere del tempo: si passa dai toni tenui dell’alba (alle 6:30) attraverso diversi colori per arrivare al crepuscolo astronomico (alle 18:11) e, infine, al nero (19:49). Leggi su Domus.

    www.emmanuellemoureaux.com

    arcVision Prize Stories

  • arcVision Prize Stories Tatiana Bilbao intervistata da Domus

    arcVision Prize Stories Tatiana Bilbao intervistata da Domus

    Tatiana Bilbao: “L’architettura deve assecondare il bene collettivo.”

    Tatiana Bilbao, nominata arcVision Prize nel 2015, viene intervistata da Domus nel suo studio, insieme a una carrellata di riprese da Città del Messico.

    Durante il video della serie Time-Space-Existence prodotto da PLANE–SITE, che verrà proiettato alla Biennale di Architettura di Venezia 2018, l’architetta messicana spiega il ruolo dell’architettura nella società e racconta il suo approccio, per cui un nuovo progetto “non riguarda tanto la forma di un edificio, ma cosa fa alle persone.”

    Tatiana Bilbao discute la propria filosofia progettuale, il ruolo dell’architetto nella società e come un edificio possa migliorare la vita umana, mettendo in evidenza anche la necessità di adottare lavorazioni artigianali articolate e utilizzare materiali reperiti in loco, tenendo a mente i bisogni dei lavoratori e dei manutentori.

    Il video è stato commissionato dalla GAA Foundation e sostenuto dall’ECC (European Cultural Center), e sarà proiettato all’interno della mostra “Time-Space-Existence” alla prossima Biennale di Architettura di Venezia.

    Domus

    Tatiana Bilbao

    « Siamo architetti perché vogliamo migliorare la qualità della vita.
    Lavoriamo con l’ambiente, i materiali, la manodopera e le tecniche locali, aprendo canali di comunicazione tra i diversi settori sociali e innescando attività produttive che permettono di realizzare esperienze estetiche diverse, forti e dirette. Cerchiamo di capire il mondo attraverso il nostro ufficio multiculturale e multidisciplinare, e di tradurre i suoi rigidi codici nel linguaggio dell’architettura.

    Attraverso questi filoni, l’ufficio, rigenera spazi “umanizzati” per reagire al capitalismo globale, aprendo nicchie di sviluppo culturale ed economico. Creare un clima di collaborazione, dove risuonano discipline tecniche, teoriche e artistiche differenti, con la fiducia di riuscire in un modo o nell’altro a influenzare i modelli e le strutture della società.

    Gli associati dell’ufficio lavorano al tema della risonanza, che mette in sintonia la frequenza di un dato sistema con la frequenza di un’unità esterna, con le informazioni generate da un altro sistema. Come con l’etica dell’alterità di Lévinas, l’ufficio incorpora l’altro, che non è stato riconosciuto o accettato dall’oligarchia intellettuale, politica o commerciale, ma che è alla ricerca di un cambiamento qualitativo nella vita strutturale. Per questo motivo, costruiamo con la responsabilità di capire tutto ciò che facciamo e intendiamo fare, imparando attraverso ciò che facciamo. » Leggi di più

    www.tatianabilbao.com

    Biografia
    1972 – Mexico City, Mexico
    Tatiana Bilbao tra le nominees dell’arcVision prize 2015,  la sua carriera decolla con la laurea per la quale riceve un riconoscimento come migliore tesi dell’anno, mentre già nel 1998 diventa consulente per i Progetti Urbani e l’Edilizia Residenziale Urbana del Dipartimento per lo Sviluppo di Città del Messico.

    Nel 2004 due importanti traguardi, la fondazione del suo studio Tatiana Bilbao S.C e, in collaborazione con Derek Dellekamp, Arturo Ortiz e Michel Rojkind, di un centro di ricerca urbano che si occupa di difesa e controllo dello spazio pubblico nella capitale messicana.
    Il suo studio affronta progetti in varie parti del mondo mentre Tatiana Bilbao intraprende anche la carriera accademica: dal 2005 è docente di progettazione alla Universidad Iberoamericana e nel 2008 è visiting professor all’Università Andres Bello di Santiago del Cile.

    Nel 2010 la Bilbao è affiancata da due partner, David Vaner, architetto e ingegnere con esperienza nel team di ricerca ETH di Basilea, e Catia Bilbao, analista, direttore finanziario del gruppo. Tra i più prestigiosi riconoscimenti conseguiti, nel 2009 Tatiana Bilbao è nominata Emerging Voice dalla Architecture League of New York, mentre nel 2010 il Centre Pompidou acquisisce tre suoi progetti nella sua collezione permanente di architettura.

  •  “Architects. Not Architecture” con Odile Decq e Laura Fogarasi Ludloff 

     “Architects. Not Architecture” con Odile Decq e Laura Fogarasi Ludloff 

    #arcVisionPrize Stories

    Tra i partecipanti di quest’anno alle conferenze “Architects. Not Architecture” abbiamo alcune delle protagoniste del nostro premio di architettura al femminile: Odile Decq (giurata arcVision Prize) per l’edizione di Amburgo e Laura Fogarasi Ludloff (nominee arcVision Prize nel 2014) per l’edizione di Berlino.

    Save the date
    “Architects. Not Architecture”.
    The personality behind the big names. Convestations without the myths

    23 Novembre 2017, 19:00
    Conferenza con Odile Decq, Studio Odile Decq, Massimiliano Fuksas, Studio Fuksas, Patrik Schumacher, Studio Zaha Hadid

    29 Novembre 2017, 19:00
    Conferenza con Laura Fogarasi-Ludloff, Studio Ludloff+Ludloff, Mario Botta, Mario Botta Architetti, Max Dudler, Studio Max Dudler

    Negli anni passati sono state protagoniste inoltre, Anna Heringer (nominee arcVision Prize nel 2014) per l’edizione di Monaco che si è tenuta nel marzo di quest’anno e Benedetta Tagliabue (giurata arcVision Prize) che ha partecipato all’edizione di Amburgo nel novembre 2016.

    “Architects. Not Architecture” Conversazioni senza il mito.
    Tutti conoscono i progetti dei grandi architetti di oggi ma non si sa molto della personalità, la carriera e le scelte che stanno dietro a questi veri e propri “miti”. Un ciclo di conferenze che coinvolge ogni anno – in diverse città tedesche da Berlino ad Amburgo, da Stoccarda a Düsseldorf – i grandi nomi dell’architettura, indagando cosa sta oltre il mito, affrontando in modo inedito i vari aspetti della personalità dei vari protagonisti.

    architectsnotarchitecture.com

    Le passate edizioni di Monaco a marzo 2017 con Anna Heringer e Amburgo nel novembre 2016 con Benedetta Tagliabue.

    Anna Heringer (nominee arcVision Prize nel 2014) che interviene all’edizione di Monaco che si è tenuta nel marzo di quest’anno, Courtesy of architectsnotarchitecture.com

    L’edizione di Amburgo nel novembre 2016 con Benedetta Tagliabue, Courtesy of architectsnotarchitecture.com
  • Petra Gipp tra i finalisti del “Kasper Salin Prize”

    Petra Gipp tra i finalisti del “Kasper Salin Prize”

    L’architetto Petra Gipp, nominee arcVision Prize nel 2016, in lista tra i quattro finalisti del “Kasper Salin Prize for Best Building of the year”, il prestigioso premio svedese all’insegna della sostenibilità, con il progetto di espansione del Museo Bruksgården di Höganäs. Il vincitore sarà annunciato il 28 Novembre 2017.

    Petra Gipp Arkitektur Photo Credit: Jens Markus Lindhe

    Petra Gipp è tra le giovani donne progettiste di maggior rilevanza nella scuola svedese. Razionali e scultoree, le sue architetture pongono al centro del lavoro di ricerca il tema della massa: sono volumi primigenei e ben definiti che si affermano con forza nel paesaggio circostante.

    Petra Gipp nel 2016 presenta la sua Vision in occasione della candidatura all’arcVision Prize: “Ho l’ambizione di creare un’architettura che instauri un legame meditato con le esigenze dei committenti e con la natura dei luoghi. Il mio lavoro è basato su un’idea principale, che poi confluisce nel progetto delle singole parti e nella scelta dei materiali.

    Il mio lavoro miscela architettura ed espressione scultorea e io aspiro a creare opere che siano parte di una riflessione sull’architettura che, assieme alla ricerca delle soluzioni strutturali, tecnologiche e sostenibili, sia finalizzata all’esplorazione della sua espressione artistica. Per poter sviluppare la mia capacità espressiva e le mie idee architettoniche ho avviato nel 2009 lo studio Petra Gipp Arckitektur. Io sono l’unico proprietario dello studio e, in quanto titolare, sono profondamente coinvolta in tutti i progetti.”

    Biografia
    Tra le mie opere figurano il Kivik Art Center, vincitore di diversi premi, e La Cattedrale, un atelier per inventori.

    Ho studiato al Royal Danish Academy of Fine Arts di Copenaghen e miei lavori sono stati esposti in molte occasioni, incluse le due edizioni della Biennale di Architettura di Venezia del 2012 e del 2014. Le mie opere sono state ampiamente pubblicate in molti volumi e riviste di riferimento.

    Sono docente e ricercatore esterno presso la facoltà di Architettura della KTH, l’Istituto Reale di Tecnologia di Stoccolma, nonché membro del collegio esaminatori presso la Aerhus School of Architetture, la Kolding School of Design e la Scuola di Architettura, Design e Conservazione dell’Accademia delle belle arti di Copenaghen. www.gipparkitektur.se

    Scopri i finalisti del Kasper Salin Prize

  • Samia Nkrumah – arcVision Prize Stories

    Samia Nkrumah – arcVision Prize Stories

    Samia Nkrumah – giurata arcVision Prize – intervistata dalla BBC

    “Daughters of Political Icons” – The Conversation

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  • Salima Naji – arcVision Prize stories

    Salima Naji – arcVision Prize stories

    L’architetto e antropologa marocchina Salima Naji, tra le nominees dell’arcVision Prize 2014, lavora da anni per salvare dall’oblio i granai collettivi di cui è disseminato l’Atlante: vere e proprie cittadelle fortificate dove stivare il raccolto dei beni.

    Di seguito alcuni estratti dell’articolo di Alice Piciocchi, L’eredità della terra, “Abitare”, (n 562) marzo 2017, 66-69.

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  • Freespace: Yvonne Farrell e Shelley McNamara hanno intitolato la Biennale 2018

    Freespace: Yvonne Farrell e Shelley McNamara hanno intitolato la Biennale 2018

    16. Mostra Internazionale di Architettura. 2018 (26 maggio – 25 novembre)
    curatrici Yvonne Farrell e Shelley McNamara

    9 giugno 2017 – Yvonne Farrell, giurata arcVision Prize Women and architecture, e Shelley McNamara, hanno intitolato la 16. Mostra Internazionale di Architettura Freespace e hanno motivato la loro scelta con le seguenti parole:

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  • Benedetta Tagliabue alla Milano Arch Week

    Benedetta Tagliabue alla Milano Arch Week

    Benedetta Tagliabue – giurata arcVision Prize – Women and architecture -partecipa alla Milano Arch Week (12-18 giugno 2017) con la conferenza dal titolo Blinks on the world.

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  • Izaskun Chinchilla – arcVision Prize stories

    Izaskun Chinchilla – arcVision Prize stories

    Il mondo dell’architetto Izaskun Chinchilla raccontato su “Abitare”

    Di seguito alcuni estratti dell’articolo di Gianpiero Venturini, Il Mondo di Izaskun, “Abitare”, (n 562) marzo 2017, 112-116.

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